«Bossi e Berlusconi imporranno a Cappellacci di allearsi con noi e non col Psd’Az»
Ferme le trattative sulle candidature, dopo il pronunciamento dei sardisti oggi il Pdl convocherà un vertice
FILIPPO PERETTI
CAGLIARI. Respinta dal centrodestra sardo per via del veto del Psd’Az in vista delle elezioni amministrative di fine maggio, la Lega va all’attacco e minaccia ripercussioni politiche su Ugo Cappellacci. Secondo i suoi dirigenti la partita non è affatto chiusa ma i sardisti avvertono gli alleati: «Se entrano loro usciamo noi». Nel frattempo, la trattativa regionale sulle candidature alle Province è ferma.
Fabrizio Pirina, coordinatore regionale della Lega, era ieri al Vinitaly di Verona. Dopo un colloquio con il ministro Zaia, neo presidente del Veneto, ha diffuso una dichiarazione di fuoco contro Ugo Cappellacci, reo di aver espresso soddisfazione per la scelta fatta sabato dal Psd’Az di allearsi in tutte le Province con il centrodestra. «Faccio anche a nome del ministro Zaia - ha detto Pirina - i complimenti al presidente Cappellacci. Ma come fa a scegliere il Psd’Az al posto della Lega, che con il Pdl è alleata dappertutto e che ha salvato il Pdl e il governo Berlusconi alle ultime elezioni?». Dopo aver affermato che «la Lega non presenta proprie liste per fare conquista ma per dare una mano a noi sardi», Pirina ha spiegato che «non è finita: è già stato riferito tutto a Bossi e lui ne parlerà a Berlusconi, la valutazione sarà fatta in tavoli molto più importanti di quelli della Sardegna». Pirina si è detto «molto ottimista che l’alleanza del centrodestra sardo si farà con la Lega e non con il Psd’Az» e ha comunque avvertito che «se dovessimo andare da soli si accorgerebbero dell’errore».
Cappellacci, dopo la decisione del consiglio nazionale dei 4 Mori, aveva detto che «la scelta del Psd’Az di confermare l’alleanza con il centrodestra in tutta la Sardegna è una grande soddisfazione e va esattamente nella direzione che auspicavo affinchè la coalizione possa presentarsi unita agli elettori, proponendosi per portare anche nelle Province e nei Comuni le idee e il metodo, basato sull’ascolto e sulla condivisione, con cui stiamo governando insieme la Regione con ottimi risultati». Il presidente della giunta aveva proprio chiarito che «non ha di che preoccuparsi il Psd’Az circa la possibilità di un accordo elettorale tra il centrodestra e la Lega, poichè una simile alleanza non è contemplata. L’obiettivo politico del centrodestra è il mantenimento, anche alla luce dell’apprezzamento mostrato dai sardi alle elezioni regionali dello scorso anno, dei rapporti politici già esistenti ed il loro rafforzamento». Dato che «il Psd’Az è un alleato fondamentale con cui intendiamo condividere fino in fondo il percorso per il rinnovamento e il rilancio della Sardegna».
Interpellato sulle dichiarazioni di Fabrizio Pirina, che aveva parlato anche di un vertice politico col centrodestra sardo (ma aveva poi spiegato che si trattava di una riunione in Gallura), il coordinatore regionale del Pdl, Mariano Delogu, ha tagliato corto: «Vogliono chiedere l’intervento di Berlusconi? Facciano pure, chiedere non costa niente». Stop. Delogu, che ha precisato di non aver mai partecipato a riunioni con esponenti leghisti sulle elezioni sarde, ha affermato che oggi stesso riprenderà i contatti con i partiti del centrodestra per la trattativa sulle Province e i Comuni maggiori. «Avevano deciso una pausa - ha risposto - proprio per attendere il pronunciamento del Psd’Az».
Il veto alla Lega è stato confermato sabato dal consiglio nazionale sardista. «Ci sono le condizioni per chiudere l’accordo col centrodestra in tutte le Province - ha detto il segretario Giovanni Colli - ma la Lega deve stare fuori dalla coalizione dappertutto. In caso contrario, sappiano che non abbiamo paura di perdere qualche poltrona e che ci riterremo liberi anche di fare l’accordo con un’altra coalizione e a quel punto non so chi sarà a perdere più poltrone». In apertura di riunione del consiglio nazionale era stato il presidente Giacomo Sanna, che è anche capogruppo in consiglio regionale, a puntualizzare la questione leghista: «La Padania si ferma in Emilia e in Liguria, il Partito sardo d’Azione i compagni di gioco se li sceglie da solo senza bisogno di aspettare le decisioni prese da Bossi e Berlusconi durante le cene del lunedì ad Arcore». E cosa pensa Giacomo Sanna della nuova sortita di Fabrizio Pirina? «Che ogni tanto la politica fa pure sorridere. Ma quando tornerà dal Vinitaly si accorgerà che la realtà è diversa».
Oggi Mariano Delogu dovrebbe convocare un nuovo vertice politico. Ad opporsi all’alleanza con la Lega, dopo il Psd’Az, era stato anche gli altri alleati, dai Riformatori all’Udc, dall’Uds all’Mpa e ai socialisti di Raffaele Farigu. E’ probabile che Bossi faccia qualche mossa su Berlusconi, ma è difficile che riesca a spuntarla, perché senza gli alleati centristi e sardisti Cappellacci non è in grado di governare la Regione.
La trattativa sulle candidature, non appena la composizione dell’alleanza sarà formalizzata, è ancora al punto di partenza e non c’è neppure l’accordo sull’assegnazione degli incarichi di vertice per le otto Province e i Comuni maggiori, a partire da Sassari e Nuoro.
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