HOME - CONTATTI - SCRIVICI 
 

 

La Provincia

Rassegna locale
Rassegna nazionale
Archivio
Link
Comunicati stampa
Ufficio stampa

cerca la rassegna stampa del:
giorno mese anno


RASSEGNA DEL 22/04/2009

<< indietro
Matteoli: «La Sassari-Olbia si farà»

Il ministro: i primi due lotti pronti entro la fine della legislatura
di LORENZO PIRAS
«La Sassari-Olbia resta una priorità del Governo». Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, rilancia la sfida dopo la protesta dei sindaci sardi: «Mi attiverò per ripristinare i finanziamenti e per realizzare la strada nel più breve tempo possibile». Se sarà a due o a quattro corsie (come auspicano i sindaci) lo decideranno i tavoli tecnici. «Entro la fine della legislatura contiamo di realizzare i primi due lotti», dice il ministro: «Per il terzo lotto i tempi potrebbero allungarsi per via di un problema sul tracciato che stiamo valutando. Ma la strada si farà. L'intesa generale quadro, strumento della legge obiettivo che vincola le parti al rispetto della programmazione, è in fase di preparazione. Il cammino della Sassari-Olbia ripartirà da lì».
Ministro Matteoli, erano previsti 73 milioni. Li recupererete?
«Ripristineremo questi fondi dopo aver approfondito con la Giunta regionale l'accordo siglato nel mandato 2001/2006. Ribadisco che il primo passo sarà l'intesa generale quadro, che avrà la firma del premier Berlusconi, del presidente della Regione Cappellacci, quella mia, dei ministri dell'Ambiente Prestigiacomo e degli Affari regionali Fitto».
Sa che i sindaci sono in rivolta?
«A loro e a tutti i sardi garantisco che manterremo l'impegno assunto in campagna elettorale».
Passiamo alla Carlo Felice. Quando diventerà nei fatti l'autostrada della Sardegna?
«Lo è sempre stata. La percorrevo da Cagliari fino a Oristano e viceversa, ogni mattina e ogni sera, quando negli anni Settanta ero l'amministratore unico di una piccola raffineria. È naturale che vada adeguata».
È da trent'anni che si attende la conclusione dei lavori.
«Quelli in corso fino all'Oristanese finiranno entro il 2011. I cantieri stradali lumaca rappresentano un problema che abbraccia tutto il Paese, senza distinzioni».
Renderete le procedure più semplici?
«Ci stiamo provando. Per progettare una strada sono necessari quattro anni, e può anche starci. Ma è inaccettabile che poi i lavori vengano bloccati dalla burocrazia per altri dieci. Stiamo approvando le norme per velocizzare le pratiche e avviare i cantieri. Da un lato con l'individuazione di un commissario. Dall'altro per evitare i ricorsi al Tar».
In sostanza, non si potrà più ricorrere al Tribunale amministrativo?
«Non proprio, ma abbiamo approvato una norma secondo cui il Tar non può bloccare l'avvio di un cantiere. L'impresa arrivata seconda o terza in una gara d'appalto potrà rivolgersi al Tar e ricevere un indennizzo se sarà appurato che aveva ragione. Ma una volta aggiudicata l'opera, i lavori saranno avviati».
Tornando alla Carlo Felice, bisognerà attendere ancora per la sistemazione del tratto che si spinge verso Nord?
«Una volta terminati i lavori in corso cercheremo i finanziamenti».
C'è poi l'altra 131, la Dcn, quella che conduce in Gallura. Sono previsti altri interventi per la messa in sicurezza?
«La strada è stata inserita nel programma Anas. I cantieri saranno sbloccati nel corso della legislatura».
C'è qualche novità sul metrò cagliaritano?
«Sono disponibili 125 milioni per realizzare il passaggio sotterraneo in via Roma. È pronto anche il progetto definitivo. Più complesso il discorso per il tracciato di ricongiungimento all'hinterland: c'è il piano di fattibilità, ma per realizzare la rete dobbiamo trovare 490 milioni».
Trasporto aereo. Sa che alcune compagnie hanno emesso biglietti da e per la Sardegna senza i benefici della continuità territoriale?
«I soldi devono essere restituiti».
Le compagnie hanno garantito che lo faranno.
«È il minimo. Non vorrei che quello che ora viene fatto passare come un errore del web sia in realtà qualche pasticcio del precedente governo regionale».
Dobbiamo aspettarci un futuro low cost oppure una continuità ancora più estesa?
«Stiamo rivedendo il trasporto aereo a livello nazionale. Alla Sardegna va garantito un servizio efficiente non solo d'estate».
Ha mai viaggiato a bordo di un traghetto Tirrenia?
«No».
È giusto privatizzarla?
«Non è solo un problema dell'Isola. Stiamo preparando la gara. Nel decreto legislativo è previsto che le Regioni possano acquistarla. Ma devono prenderla intera, non a pezzi. Soru voleva acquistare solo la parte sarda: l'Ue si è opposta».
È un particolare che complica l'operazione, non trova?
«È così, anche se abbiamo riscontrato l'interesse di alcuni armatori. Vedremo».
Cagliari è un'esclusiva della Tirrenia. Quando sarà possibile scegliere anche altre compagnie?
«È un problema regionale. Tuttavia, la privatizzazione favorirà la concorrenza».
I treni. Anche in Sardegna si aspetta l'alta velocità.
«Non posso promettere nulla. La Sardegna è tra le Regioni che non finanziano le ferrovie. La Giunta precedente aveva dato disponibilità ma, nella sostanza, i soldi non si sono visti. Farò il punto con Cappellacci e con l'ad di Fs Moretti per capire meglio».
Quindi bacchetta le Regioni perché non spendono per il servizio ferroviario?
«Le Regioni possono fare accordi con le Ferrovie per sei anni, non più anno per anno. Solo il Friuli e la Campania hanno aderito. C'è la Freccia rossa da Roma a Milano, ma lasciare la cosiddetta rete universale in queste condizioni non si può».
Ministro, a livello nazionale si sta battendo per realizzare le grandi opere. Il contenzioso per il ponte sullo Stretto è chiuso: a quando il progetto esecutivo?
«Stiamo partendo. La convenzione tra la società Stretto di Messina Spa, di cui l'Anas detiene la maggioranza, e l'associazione di imprese Eurolink è stata firmata. Nei prossimi giorni prenderò atto della convenzione e firmerò l'inizio dei lavori, previsto a dicembre. Nel 2016 l'opera sarà pronta».
Terremoto e ricostruzione. Servono 12 miliardi o in Abruzzo destinerete meno?
«Servono tanti soldi. Per gli edifici aspetto le relazioni dei tecnici. Per le opere pubbliche, escludendo le scuole, abbiamo stimato 100-120 milioni».
Piano casa. Anche in Sardegna c'è attesa per le nuove misure del governo. Servirà davvero a rilanciare l'economia?
«Non c'è paese al mondo che non riparta dall'edilizia e dalle infrastrutture. Lo hanno fatto gli Usa e la Francia. Lo faremo anche noi per agevolare la piccola e media impresa per quanto riguarda i trasporti, le giovani coppie con le new town per l'accesso alla casa».
Come si sta nel partito unico?
«Bene. Dopo una gestazione di 15 anni, il Pdl era lo sbocco naturale».
In Sardegna il leader è il senatore Delogu. E in provincia di Cagliari è stato scelto Ignazio Artizzu. Due di An, soddisfatti?
«Soddisfatto per un giovane come Artizzu. Con Delogu c'è un'amicizia che va avanti da anni. Ma tutto il Pdl sardo ha dirigenti di spessore: lo ha dimostrato anche alle elezioni».





 

 

 

   

Copyright 2005 - Provincia di Nuoro