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RASSEGNA DEL 31/03/2009

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«L'agricoltura motore dello sviluppo»

Vertice a Sassari con i Gruppi di azione locale: prove di intesa per modificare i bandi impostati dalla vecchia Giunta

L'assessore: ridisegnamo la spesa dei 200 milioni dei Gal
Chi ancora produce, in agricoltura, va premiato. Anche con i fondi dei Gal. Vertice, a Sassari, con Andrea Prato.
DAL NOSTRO INVIATO
EMANUELE DESSÌ
SASSARI Quasi 200 milioni di euro da investire per contribuire al rilancio del settore primario (l'agricoltura) e per esaltare la sua vocazione multifunzionale. Ovvero, la possibilità che le aziende agricole hanno di valorizzare a tutto tondo il territorio. Una vocazione da incentivare, a condizione che non si perda di vista la prima missione di un'azienda rurale: produrre. Latte, frutta, verdura, cereali, ortaggi, carni e via elencando. Chi produce va premiato, «anche perché», dice subito Andrea Prato, assessore regionale all'Agricoltura, «il produttore primario oggi non ce la fa più. E non perché io abbia una visione ... talebana. Ieri, per esempio, chi aveva capi di bestiame comprava l'appartamento in città e mandava i figli all'università. Oggi si fa fatica a sopravvivere. O noi integriamo il reddito agricolo con la multifunzionalità», aggiunge Prato, «o in campagna non resta nessuno. L'industria di trasformazione perde la materia prima. E il consumatore non ha nulla da mangiare. Da qui non si scappa».
IL VERTICE Nel progetto dell'assessore Andrea Prato a finanziare la multifunzionalità dovranno essere i nuovi 13 Gal, i Gruppi di azione locale, destinatari, per il periodo di spesa 2007-2013, di quasi 188 milioni di euro di fondi pubblici, per lo più (170) legati ai fondi Leader del Piano di sviluppo rurale (assi 3 e 4). Una somma superiore del 400% rispetto al budget del periodo di spesa 2000-2006. «Il rischio», dice Prato, «è che se non guidati, questi fondi si perdano in rivoli inutili. O, peggio, vengano persi perché non spesi». Ecco perché, ieri a Sassari, con accanto l'assessore al Turismo e vicepresidente della Giunta regionale Sebastiano Sannitu (è intervenuto anche Gavino Sini, presidente di Unioncamere Sardegna), Prato ha chiamato a raccolta i rappresentanti di tutti i Gal per concordare - operazione senza precedenti - una strategia che consenta di correggere in corsa oppure di riscrivere i bandi in scadenza il 15 maggio.
NUOVI OBIETTIVI La visione agricolocentrica nel complesso non dispiace ai Gal. Ma, è emerso, va trovata una soluzione normativa che possa legittimare la nuova impostazione politica, mettendola al riparo anche dal rischio di ricorsi, che porterebbero di fatto a ingessare le buone intenzioni e, soprattutto, le risorse. «Si erano inventati un mostro», dice Andrea Prato nella conferenza stampa seguita al vertice con i Gal, unico passaggio polemico con il passato. «Il fratellino della progettazione integrata. Abbiamo una visione politica diversa. Oggi», sostiene l'assessore, «siamo di fronte a un albero storto che non darebbe i frutti migliori. Dobbiamo decidere, e lo faremo insieme ai Gal, se raddrizzarlo, in tempi abbastanza rapidi. Oppure se recidere l'albero dalla radice. Ci vorrebbe qualche mese in più. In tutti i casi», aggiunge Prato, «abbiamo tutti insieme la responsabilità di spendere bene 200 milioni di euro». I tempi per la sintesi sono serrati: interlocuzioni tra il Gal e i dirigenti dell'assessorato già da oggi e, mercoledì a Cagliari, nuovo incontro plenario per tirare le somme.
LE IDEE A Sassari si è parlato anche di aspetti più tecnici, come il peso della rappresentanza privata rispetto a quella pubblica, «con un ruolo di primo piano», sottolinea Prato, «che va assegnato alle associazioni di categoria». Ma la priorità è trovare la soluzione migliore per integrare il reddito agricolo attraverso la multifunzionalità. «I beneficiari», puntualizza l'assessore Prato, «non sono necessariamente solo le imprese agricole in modo diretto. Per esempio, si potrebbe sostenere l'iniziativa di un albergo che sostiene con una rassegna mirata la produzione del territorio, certificata. Oppure, sfruttando la risorsa-cavallo, si potrebbe aprire a Villa Piercy, a Badde 'e Salighes, il quartier generale della squadra italiana di polo». In altre parole, «i soldi possono essere investiti nell'artigianato, nell'industria, nel turismo, a condizione che si valorizzino i prodotti del settore primario. Di sola agricoltura, oggi, non si campa». Andrea Prato si appella anche ai sindaci dei piccoli Comuni: «Affidate alle imprese agricole servizi pubblici come lo sfalcio dell'erba nelle strade. Gli enti pubblici avrebbero vantaggi fiscali e contribuirebbero ad avere più giovani che presidiano la campagna. E che in campagna producono».




 

 

 

   

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