Dibattito in Provincia, le preoccupazioni degli allevatori e degli agricoltori
NUORO. «La Provincia, in qualità di ente territoriale di coordinamento, si impegna nel più breve tempo possibile ad attivarsi con tutte le parti coinvolte al fine di trovare una soluzione condivisa nell’interesse del territorio». Finisce così il documento approvato l’altro ieri all’unanimità dalla Consulta del settore primario. Un organismo della Provincia costituito dalle associazioni di categoria degli imprenditori agricoli e degli allevatori insieme all’amministrazione provinciale.
È dei giorni scorsi l’esame della situazione venutasi «a creare in seguito all’avvio della procedura per la partecipazione dei parternariati locali al bando per la selezione dei gruppi di azione locale (Gal) e dei Piani di sviluppo locale (Pls)».
Alla base della discussione dell’altro giorno, la presa di posizione dei rappresentanti del mondo agricolo, insoddisfatti sulla forma giuridica dei costituendi Gal, sulla mancata continuità con le precedenti esperienze del Leader Plus. Le associazioni di categoria contestano inoltre il mancato coinvolgimento nelle fasi decisionali «dei portatori di interessi collettivi degli agricoltori e degli allevatori».
Forti critiche sono state mosse alle attività dell’agenzia Laore sui compiti di assistenza tecnica e di segreteria a supporto dei processi istituzionali. Non a caso le associazioni di categoria hanno comunicato alla Consulta la volontà di non partecipare al processo di costituzione dei Gal, invitando i propri associati a fare altrettanto.
Nel corso della riunione anche l’assessore provinciale all’Agricoltura Franca Carroni ha espresso forte preoccupazione per i possibili esiti che la presa di posizione dei rappresentanti delle imprese agricole potrebbe comportare. Dal canto loro, le diverse associazioni presenti all’incontro, hanno chiesto alla Provincia «di assumere iniziative atte a favorire il recupero del dialogo all’interno dei parternariati, anche al fine di evitare possibili ricorsi presso l’autorità di gestione, presso il comitato di sorveglianza e presso la commissione dell’Unione europea».
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