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RASSEGNA DEL 17/06/2008

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Macomer. La roccaforte rossa umiliata dal voto

Trionfa Riccardo Uda, neo sindaco sostenuto anche dal Pdl
Avvocato, 41 anni, consigliere provinciale di Sardegna e libertà, Uda porta alla vittoria un'alleanza composita.
DAL NOSTRO INVIATO
MARILENA ORUNESU
MACOMER Cade la roccaforte rossa, piegata da una sconfitta che ha il sapore della disfatta. Esulta Riccardo Uda, consacrato sindaco con il 61,3 per cento dei consensi. Consigliere provinciale di Sardegna e libertà, leader di una lista civica sostenuta da Pdl, Psd'az, Udc, Sdi e Nuovo Psi, è l'alfiere della discontinuità rispetto al governo di centrosinistra. Marco Mura, sindaco uscente, esponente del Pd, si ferma al 38,6 per cento: ha 2827 preferenze contro le 4486 di Uda. Lo scarto è netto: 1659 voti. Non basta la mobilitazione in forze dei vertici regionali, a partire dal governatore Renato Soru, venuto qui a dare sostegno al sindaco uscente. «Riconosco la vittoria netta degli avversari e faccio gli auguri», dice Mura mentre in piazza della Vittoria stringe la mano del successore.
IL VINCITORE Volto stanco ma gongolante, Uda, 41 anni, avvocato, sposato, due figli, in impeccabile abito grigio, un passato nei Ds, esponente uscente dell'opposizione, ora a capo di “Macomer cambia” assicura: «Sarò il sindaco di tutti». Parla tra un grazie e l'altro per la pioggia di complimenti che gli arriva via telefono, sms, dalla voce degli automobilisti in transito. «Ha funzionato il messaggio di cambiamento, i tre anni di programmazione e di assemblee pubbliche». Prima cosa da neo sindaco? «Cercherò di capire quali sono i debiti del Comune». E gli operai della Legler? «Ci occuperemo direttamente di loro».
L'ATTESA La vittoria si profila quasi subito, appena vengono scrutinate le prime cento schede. Il trend è a favore di Uda ovunque. Nelle 11 sezioni il suo è il nome più ricorrente. Nell'ufficio elettorale di Mura c'è consapevolezza. Lui, il sindaco uscente, leader della lista “Insieme per Macomer”, trascorre un normale pomeriggio di lavoro nel suo ambulatorio medico di via Toscana. «Meglio aspettare l'ultimo voto. Anche cinque anni fa i primi dati erano negativi», commenta alle 16,45 quando nelle tre sezioni di via Roma, cuore della città, Uda colleziona ottimi numeri: 192 contro i 110 voti dell'avversario da una parte, 185 contro i 90 dall'altra. Il successo prosegue gonfiando le cifre. Identico copione nelle scuole di Padru'e Lampanas, quartiere residenziale dove Uda è di casa. Lui vede avvicinarsi il traguardo. E il conteggio scandisce: Uda 201, Mura 142 da una parte, Uda 215, Mura 130 dall'altra. A metà scrutinio i voti di scarto sono in media cento in ogni sezione. Ma Uda, scaramanticamente, evita commenti ad alta voce. Continua il tour delle sezioni a Sertinu, quartiere nuovo tra tanti impianti sportivi. «Buon lavoro», gli scrive qualcuno via sms. Ripensa al risultato di cinque anni fa quando s'era candidato sindaco. «Ogni sconfitta è il primo mattone per la vittoria», dice. Mentre visita i seggi della periferia, nel cuore della città c'è gran viavai verso gli uffici elettorali dei due candidati che stanno a poca distanza l'uno dall'altro. Davanti alla piazza della Vittoria c'è quello di Mura benché lui qui arrivi solo al termine del lavoro in ambulatorio. C'è tanta gente, i dati freschi che attribuiscono a Uda il 60,5 per cento e a Mura il 39,50, la voglia di stare insieme. Quasi aria di festa. «Siamo democratici, sappiamo perdere e anche rivincere», dice Giuseppe Ledda, sindaco Ds per dieci anni, ora assessore provinciale. Arriva anche Giuseppe Pirisi, consigliere regionale del Pd, sponsor di Mura. «I dati riguardano i sindaci», dice. Niente di più. In cima alla vicina salita c'è la sede elettorale di Uda dove Paolo Maninchedda, consigliere regionale del Psd'az, riceve auguri e abbracci. Lui è il gran sostenitore di Uda e di una “formula autonomista” che sintetizza così: «Assenza di ideologismi, qualità dei programmi, selezione delle persone. A questa formula - dice - ho lavorato per quattro anni».
IN PIAZZA Alle 18,50 tutto è chiaro. Mura si avvicina a Uda e davanti al monumento ai Caduti gli stringe la mano. «Saremo presenti in Consiglio, all'opposizione, ma in modo costruttivo», annuncia l'ormai ex sindaco. Cosa ha sbagliato il centrosinistra? «Ha funzionato la loro unione, la somma delle tre liste di cinque anni fa ha fatto effetto. Il centrosinistra ha lavorato con coerenza, ma evidentemente non è stato capito».
IL TRIONFO Uda sorride, per niente sorpreso da un successo così strepitoso. «Me l'aspettavo perché abbiamo fatto una lista programmatica che punta al cambiamento. La gente ci ha creduto. È una formula democratica di persone libere che decidono contro i baronati». La formula Maninchedda? «C'è una persona, Riccardo Uda, che ha saputo dare e ricevere fiducia da destra e da sinistra. È una formula nata a Macomer che pensiamo di poter esportare». Poi l'abbraccio dei fan e la festa sotto le bandierine messe per celebrare Sant'Antonio nella piazza dell'ex Mercato, contestata dall'ormai ex oppositore incoronato vincitore.



 

 

 

   

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