MACOMER. Il Popolo delle libertà vince le elezioni a Macomer e con 2278 voti al Senato e 2632 alla Camera è il primo partito in città. Alla Camera ha raggiunto il 39,96 per cento, mentre al Senato la percentuale dei voti del Pdl è del 37,77%, quasi il doppio di quella riportata nel 2006 quando FI arrivò appena a 19,70 per cento. Bisogna però considerare che oggi, dopo la fusione, nel dato rientrano anche i voti di An. Il distacco tra il Pdl e il Pd è del 6,93 per cento alla Camera e del 6,8 al Senato. Uno dei partiti più votati è il Psd’Az, che al Senato incassa 1048 voti
Un altro dato che emerge dal risultato di Macomer riguarda l’astensionismo, che ha raggiunto il 27 per cento. Su questo ha inciso la protesta dei lavoratori Legler, che in città hanno raccolto un migliaio di schede elettorali, quasi mille elettori che non sono andati a votare.
Alla Camera il Pdl supera il Pd di quasi 500 voti e al Senato di oltre 400. La percentuale di voti ottenuta dai due partiti è più alta alla Camera rispetto al Senato, con una differenza di due punti circa. Ciò dimostra che nel loro elettorato sono presenti molti giovani. Un altro dato riguarda la Sinistra arcobaleno, che ottiene appema 273 voti alla Camera e 186 al Senato. Verdi, Comunisti italiani e Rifondazione assieme superano di poco i voti che in altri tempi raggiungevano singolarmente.
Nel Psd’Az erano presenti due candidati locali, il consigliere regionale Paolo Maninchedda al Senato e l’avvocato e consigliere provinciale Gianfranco Congiu alla Camera. I Sardisti hanno riportato rispettivamente 569 voti alla Camera e 1048 al Senato. Considerato che i voti del Psd’Az, un tempo ben rappresentati a Macomer, erano in forte calo da alcuni anni, è da ritenere che il risultato ottenuto appartenga soprattutto ai due candidati locali.
Negli altri comuni del Marghine il risultato è vario e assume contorni diversi a seconda della presenza di candidati più o meno locali, ma anche dalla capacità di organizzarsi e di drenare il consenso dei partiti presenti nei singoli centri. A Borore il Pdl è il primo partito sia alla Camera che al Senato. Al Senato, dove ha riportato 498 voti, supera persino la somma dei consensi conseguiti dal Pd (404) e da Italia dei valori (35). Va detto che il Pdl candidava al senato Mariano Delogu, che è originario di Borore, ma c’è anche da dire che la destra qui ha una solida presenza da sempre, basti pensare che anche nel 2006 Alleanza nazionale era il partito più votato al Senato.
A Silanus ottiene un buon risultato il Partito democratico, con 526 voti alla Camera e 488 al Senato, seguito da Pdl che riporta rispettivamente 330 e 291 voti. Notevole il risultato dell’Italia dei Valori, che diventa il terzo partito. Con l’Idv era candidata Giovanna Graziella Giau per la Camera, che ha riportato 199 voti. Al Senato l’Idv ne ha preso 142. Il Partito socialista, che a Silanus è stato in passato uno dei partiti più forti, non supera invece i 17 voti, mentre si rafforzano i Sardisti e tiene l’Udc di Casini.
Affermazione del centro destra a Sindia, dove il Popolo delle libertà incassa 430 voti alla Camera e 385 al Senato, superando largamente la somma dei voti ottenuti dal Pd e dall’Idv (334 e 28 alla Camera, 300 e 22 al Senato). A Sindia il terzo partito è l’Udc, che ottiene 70 voti alla Camera e 58 al Senato.
In quasi tutti gli altri comuni della zona il Pd e è primo posto, seguito dal Pdl e dall’Udc. Calano notevolmente i voti della Sinistra, che nei centri più piccoli solo a Borore, il paese dove è nato il segretario regionale di Rc, Michele Piras, arriva a 86 voti alla Camera e 73 al Senato.
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