Silanus Dalla Soprintendenza
Uno stop alla realizzazione di un'area di servizio lungo la statale 129 Macomer Nuoro, a oltre 350 metri dal complesso archeologico di Santa Sabina di Silanus arriva dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari. L'organo di tutela si è pronunciato dopo aver ricevuto un esposto da parte di associazioni ambientaliste che si oppongono alla costruzione dell'impianto a pochi passi dal famoso nuraghe e dalla chiesa. Le autorizzazioni per la realizzazione dell'area di servizio risalgono al 2003, quando la normativa era diversa, ma quel progetto è stato subito osteggiato a Silanus anche da un gruppo di cittadini, nel sito web “Conchidortos”, dove si è aperto un dibattito con tante polemiche. Ad opporsi alla realizzazione sono soprattutto il Gruppo d'intervento giuridico e Amici della terra che hanno inoltrato un esposto alla Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari la quale ha messo uno stop ai lavori, in attesa del pronunciamento, previsto fra 50 giorni, della Direzione regionale che dovrà provvedere alla formulazione del decreto di tutela indiretta.
Nella risposta al Gruppo di intervento giuridico e agli Amici della terra, si legge: «Questa Soprintendenza non ha approvato il progetto, ma ha avviato un procedimento di tutela indiretta, su una vasta area intorno ai monumenti, area che comprende anche i mappali interessati dalla realizzazione del distributore». I lavori di realizzazione dell'area, fermati dalla Soprintendenza, a febbraio sono ripresi. Il sindaco Luigi Morittu, direttamente interessato al progetto, però smentisce. «L'area è stata solo bonificata, anche se allo stato attuale non c'è nessuna revoca al progetto. In ogni caso, le cose le stiamo facendo a dovere, con l'impegno a trovare una soluzione adeguata, senza prevaricare le leggi e i vincoli. Dobbiamo però dire che tra il sito archeologico di Santa Sabina e la futura area di servizio non c'è contiguità, ma una distanza calcolata in oltre 350 metri. Non esiste poi una contrapposizione con la Soprintendenza ai beni archeologici: con i responsabili abbiamo un dialogo in corso. Ora aspettiamo il pronunciamento della Direzione regionale, che dovrà valutare gli atti e le osservazioni, eventualmente per provvedere alla formulazione del decreto di tutela indiretta». Mentre gli Amici della terra si augurano che lo stop sia definitivo, in Comune si guarda al problema complessivo. «Siamo d'accordo a tutelare e valorizzare al meglio il patrimonio archeologico, rispettando le norme», aggiunge il sindaco Morittu: «Nel nostro caso la deturpazione non esiste, vista la distanza, ma vogliamo creare un sistema per portare ricchezza nel territorio e rendere agibile l'area monumentale, con una struttura di accoglienza per i visitatori. Puntiamo, creando percorsi obbligati, a valorizzare e non a deturpare, il complesso archeologico di Santa Sabina proprio attraverso un'area di servizio».
FRANCESCO OGGIANU
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