La denuncia degli ambientalisti
LA MADDALENA. «Mattoni, cemento e grandi firme - protestano gli ambientalisti - dopo che l’Us Navy ha ammainato la bandiera sono iniziate le grandi manovre immobiliari sull’arcipelago della Maddalena».
Gli scenari che si prospettano in vista del G8 preoccupano le associazioni Amici della terra e Gruppo d’intervento giuridico che adombrano il pericolo che il summit sia solo un alibi immobiliare.
«Parco nazionale, tutela paesaggistica, sito di importanza comunitaria - dice Stefano Deliperi - ma sembra proprio che le normative di salvaguardia ambientale di un arcipelago unico al mondo possano essere interpretate un disinvoltamente in nome del G8». «Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare - aggiunge il portavoce delle associazioni ambientaliste - ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Ribadiamo ancora che vi sono numerose strutture che possono essere ristrutturate senza riversare su ambienti delicatissimi nemmeno un metro cubo di cemento in più. Basta volerlo. Né i grandi nomi dell’architettura né il ricorso alla bioedilizia possono far dimenticare che cemento e mattoni sono tutti uguali. E le disposizioni del Ppr non possono esser derogate».
Il riferimento è tutto per l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri che ha nominato quale commissario Guido Bertolaso e ha dettato disposizioni straordinarie per lo svolgimento del vertice internazionale. Carta bianca, cioè, per derogare nel nome dell’emergenza, agli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti, a cominciare proprio dal piano paesaggistico regionale.
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