Avvisati anche Dettori e gli uomini Saatchi e Media Factoring
Unificate nel fascicolo Saatchi le inchieste su "Sardegna fatti bella" e sul logo della Regione.
Undici indagati per tre diversi appalti: svela un deciso allargamento dell'inchiesta l'avviso di garanzia notificato ieri sera in vista degli accertamenti sui computer sequestrati dalla procura di Cagliari al direttore generale della presidenza della giunta regionale Fulvio Dettori, alla responsabile del procedimento che ha aggiudicato l'appalto da 56 milioni di euro per la pubblicità istituzionale della Sardegna nel mondo Michela Melis, al segretario della commissione aggiudicatrice Carlo Sanna, e anche, in gran segreto, ad Alessandro Langiu, Sergio e Marco Benoni del consorzio Sardegna Media Factoring che siglò in zona Cesarini un accordo con Saatchi & Saatchi per una sorta di subappalto (il 30 per cento dell'importo totale).
Il procuratore aggiunto di Cagliari Mario Marchetti il 3 marzo affiderà a un esperto l'incarico di esaminare i computer: gli indagati potranno partecipare a quello che il codice definisce "accertamento tecnico irripetibile" attraverso consulenti di parte.
STRALCIO PER CARLO SANNA L'avviso di garanzia svela anche lo stralcio della posizione del segretario della commissione aggiudicatrice Carlo Sanna (archiviazione o patteggiamento in vista?) e l'inserimento nel fascicolo Saatchi di altre due inchieste: l'indagine sull'affidamento di un progetto per la creazione del logo della Regione (30.000 euro) e quella da un milione di euro per la campagna di sensibilizzazione sulla pulizia dell'Isola "Sardegna fatti bella".
Per l'appalto da 56 milioni il presidente della Regione Renato Soru, Fulvio Dettori, i componenti della commissione aggiudicatrice dell'appalto Roberta Sanna, Giovanni Maria Filindeu, Letterio Bernava e Aldo Brigaglia sono indagati per turbativa d'asta e falso, gli amministratori del colosso pubblicitario Saatchi & Saatchi Paolo Ettorre (morto improvvisamente un anno fa) e Fabrizio Caprara, e i responsabili del consorzio Sardegna Media Factoring Alessandro Langiu, Sergio e Marco Benoni solo per turbativa d'asta.
In relazione all'appalto da un milione di euro affidato senza gara alla Saatchi & Saatchi sono indagati per abuso d'ufficio Soru, Dettori, Caprara ed Ettorre (la notizia della sua morte non è stata evidentemente comunicata alla Procura). Per la progettazione del logo della Regione, incarico affidato a una società concorrente che aveva violato le norme sull'anonimato, sotto accusa per abuso d'ufficio c'è il solo Dettori.
MEDIA FACTORING A parte il prevedibile coinvolgimento degli amministratori del colosso internazionale che in un primo tempo vinse la gara da 56 milioni di euro e che pochi mesi prima si era aggiudicata quella da un milione, fa notizia l'iscrizione nel registro degli indagati dei responsabili del consorzio che firmò in extremis un accordo con Saatchi & Satchi: il 12 ottobre 2006, 48 ore prima prima della scadenza dei termini per la presentazione delle domande, i due Benoni e Langiu si accordarono per partecipare alla gara insieme a Saatchi. In sostanza, il gruppo sardo avrebbe gestito il 30 per cento dell'appalto. Su questa circostanza aveva testimoniato l'ex presidente della Regione Mauro Pili convocato dal pm Marchetti durante le ferie estive, nell'agosto scorso, dopo le sue pubbliche dichiarazioni sul tema. Evidentemente le indicazioni fornite dal deputato di Forza Italia hanno trovato riscontro nelle successive indagini.
SARDEGNA FATTI BELLA Un documento, fra i tanti sequestrati durante l'inchiesta avviata un anno fa, inchioderebbe da un lato Saatchi & Saatchi dall'altro la Regione. Si tratta di una bozza del contratto che il colosso pubblicitario ha mandato alla Regione subito dopo aver ottenuto l'appalto da un milione di euro per "Sardegna fatti bella". Ebbene, la cifra riportata nella bozza non è un milione di euro bensì 57 milioni, guarda caso la somma dell'appalto per la campagna di sensibilizzazione sulla pulizia delle strade e per la pubblicità istituzionale. Peccato, però, che la gara da 56 milioni all'epoca non solo non fosse stata ancora aggiudicata ma neppure bandita. Un altro documento confermerebbe la circostanza: la responsabile del procedimento mise per iscritto che quel contratto riguardava soltanto "Sardegna fatti bella", la sottolineatura è fra le carte in mano alla Procura. Non solo: sempre attraverso le comunicazioni scritte della Melis sarebbe venuta fuori la convinzione di Soru di poter procedere all'assegnazione dell'appalto per la pubblicità istituzionale senza bandire una gara pubblica: agli atti c'è, infatti, la risposta - durissima - con cui la Melis comunicò agli uffici del Presidente che bisognava assolutamente bandire una gara.
Quanto all'appalto "Sardegna fatti bella", fu discusso in giunta dopo essere stato inserito all'ultimo momento tra i punti all'ordine del giorno. L'importo indicato era pari a 210.000 euro, ecco perché non venne bandita una gara pubblica. Ma la cifra lievitò in tutta fretta fino a un milione di euro. Sul sito internet della Regione fu pubblicata una delibera in cui si parlava di 500.000 euro, poi la cifra raddoppiò. Il problema è che le due delibere furono protocollate con lo stesso numero, forse anche per quello la pagina web dopo due giorni sparì, misteriosamente.
IL LOGO Il logo della Regione, infine, presentato dall'assessorato al Turismo l'11 ottobre 2006 durante il Salone nautico di Genova. Erano 227 i progetti partecipanti, tra i 21 esclusi c'era la Pentagram che aveva violato le norme sull'anonimato scrivendo il mittente sulla busta. Vinsero in tre, ex aequo. Però, la determinazione di Dettori che annunciava gli esiti del concorso era diversa: «La commissione ha ritenuto che nessuno fra gli elaborati presentati avesse qualità e contenuti tali da raggiungere i risultati richiesti dal bando di gara. Conseguentemente la commissione ha ritenuto che il concorso dovesse concludersi senza un vincitore». Poi: «Riguardo ai progetti che la commissione ha ritenuto di non poter valutare per mere irregolarità formali, il presidente della commissione ritiene doveroso evidenziare che fra essi ve ne sono alcuni che si distinguono per le eccellenti qualità della proposta presentata». La Pentagram.
MARIA FRANCESCA CHIAPPE
GIUSEPPE MELONI
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