MACOMER. Salvatore Mastio, presidente dei Coltivatori diretti di Nuoro, è entrato nella giunta camerale assieme a Pinuccio Meloni. Entrambi sono di Macomer e rappresentano le istanze di sviluppo del centro Sardegna nella Camera di commercio di Nuoro: Meloni per il commercio e il turismo, Mastio per l’agricoltura e soprattutto per il comparto zootecnico che da anni attraversa una fase di crisi dalla quale non riesce a risollevarsi. Salvatore Mastio ritiene che l’agricoltura sia ancora in grado di svolgere un ruolo nella zona del Marghine e che possa contribuire ad aprire la strada a un nuovo sviluppo. «L’industria casearia, che è legata all’allevamento, ha fatto crescere l’economia di Macomer - dice -, oggi può contribuire al rilancio economico della città e dell’area».
Il presidente dei Coltivatori diretti non ha ricette magiche. Qualche idea per rilanciare il comparto zootecnico, però, ce l’ha. «L’allevamento può avere ancora un ruolo economico - spiega - se non si fossilizza con la monocultura della pecora. Allevare solo ovini significa andare in perdita. Un tempo nelle aziende si produceva un po’ di tutto. A Gavoi, dove sono nato, si piantano patate su diversi ettari. La produzione viene venduta. Mi è stato riferito che si fa più reddito con le patate che con le pecore».
Mastio parla anche di multifunzionalità. «Significa allevare bestiame e coltivare la terra, ma anche fornire prestazioni a terzi - spiega -. Le aziende hanno i trattori e macchine agricole, ma anche la professionalità di chi le utilizza. Perché non stipulare contratti con gli enti locali per la pulizia delle cunette stradali e per la manutenzione delle aree verdi? Un’altra possibilità è quella di rimboschire una parte dei fondi».
Il presidente dei Coltivatori diretti ritiene che nel Marghine l’agroalimentare possa contribuire a un nuovo sviluppo. «I prodotti - dice - si possono vendere in casa o nei mercati rionali. È la vendita a chilometri zero che trasforma l’incasso in guadagno netto. I prodotti buoni e di qualità vanno a ruba. Questo può inserirsi nel discorso del turismo delle zone interne fatto da Pinuccio Meloni. Nei terreni, infine, si possono coltivare orzo, grano, fave e mais per il bestiame, rendendo così autonome le aziende».(t.g.t.)
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