in sardegna
Tutti a chiedersi che sorte sarebbe toccata a Tore Ladu, potentissimo ex democristiano, senatore Pd con cinque legislature alle spalle. Lo candidano, non lo candidano. Gli concedono la deroga, o soccombe alla mannaia del rinnovamento veltroniano. E invece il parlamentare nuorese sceglie il contropiede: «Non chiedo alcuna deroga per me e non mi ricandido», annuncia. «Avendo fatto parte del comitato che ha elaborato le regole del nuovo partito, compresa quella sul tetto di tre legislature ai parlamentari, trovo coerente non ripresentarmi».
E così si libera ufficialmente il primo posto nelle liste sarde del Pd, col ritiro di uno degli uscenti di maggior peso. Il ricambio generazionale dettato da Veltroni metteva in effetti Ladu in grande rischio, ma molti pensavano che lo tenesse in gioco il legame fortissimo col presidente del Senato Franco Marini. Ora che è il diretto interessato a togliere il disturbo, appare più in salita la riconferma di un altro nuorese di Palazzo Madama, Gianni Nieddu (che ha tre legislature). Nessun dubbio invece sulla ricandidatura di Antonello Soro, capogruppo Pd alla Camera, che ha anzi ottime probabilità di essere il capolista (specie se Arturo Parisi, come sembra, sarà candidato a Bologna).
Anche Antonello Cabras, segretario regionale, dovrebbe restare in pista. Tra gli attuali parlamentari, a questo punto, l'incertezza sul futuro riguarda i deputati Paolo Fadda ed Emanuele Sanna. Almeno uno dovrebbe essere ricandidato, forse entrambi. Ma se si fa più chiaro il quadro degli uscenti, restano molti i possibili nomi nuovi. Pare che la giornalista Bianca Berlinguer, inizialmente poco convinta dell'offerta di Veltroni, sia ora molto vicina al sì. Vicino alla nomination anche Francesco Sanna (voluto da Enrico Letta), area Soru, che potrebbe però fare ombra a un altro uomo caro al presidente: il docente sassarese Guido Melis.
Sassari per altro, senza Parisi, difficilmente si accontenterà della Berlinguer, malgrado l'origine familiare. Lo spostamento del ministro della Difesa in Emilia darebbe qualche speranza a un parisiano di ferro, in più sassarese, come Bruno Dettori.
Hanno buone possibilità di candidatura anche Giulio Calvisi e Siro Marrocu. Tra le donne, oltre all'eventuale Berlinguer e all'uscente Amalia Schirru, l'ipotesi di Caterina Pes resta forte ma non l'unica: anche in area soriana circolano altre possibili candidate. Salvo sorprese, il Pd conta di piazzare cinque deputati e tre senatori: visto che la quota rosa, per decisione nazionale, si ferma al 33 per cento, è probabile che siano tre le donne da sistemare in posti sicuri nelle liste sarde.
Per tutte le nomination sarà importante, ma forse non decisivo, l'appuntamento della costituente regionale ulivista domani a Tramatza. Si tratterà di capire, tra l'altro, le modalità della «ampia consultazione» richiesta alla base, che passerà anche attraverso le assemblee provinciali di sabato. Ma non sarà quello a decidere la sorte degli uscenti. Tra l'altro il tempo stringe: pare che tra gli ordini di scuderia di Veltroni ci sia quello di chiudere le liste una settimana prima della scadenza del 9 e 10 marzo. (g. m.)
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