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Il Governo ha una soluzione, il ministro verrà apposta nell'Isola
Entro la fine del mese il ministro Scajola arriva in Sardegna a illustrare la sua ricetta
per il caro energia.
La soluzione al caro-energia che da anni affligge le industrie energivore del Sulcis si materializzerà entro ottobre, quando il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola verrà in Sardegna ad illustrare la formula scelta dal Governo per archiviare il problema numero uno del polo industriale di Portovesme.
Questo è emerso dal vertice che si è svolto ieri pomeriggio a Roma, a cui hanno partecipato gli assessori regionali alla Programmazione Giorgio La Spisa e all'Industria Andreina Farris, le organizzazioni sindacali, la Portovesme srl e i direttori del ministero responsabili del settore Energia ed Incentivi. Si è avuto conferma, come già si vociferava da mesi, che il Virtual Power Plant così come è stato congegnato non è utile alle esigenze delle industrie energivore sarde.
La soluzione deve passare da una strada diversa dal tanto atteso Vpp e il Ministero ci sta lavorando, tanto da prevedere che entro ottobre il caro-energia potrebbe essere risolto: dovrebbe essere lo stesso Ministro Scajola a spiegare, in una visita ad hoc, come il prezzo dei megawattora diventerà più competitivo. Un costo che finora ha pesato in modo insostenibile sui conti delle multinazionali presenti a Portovesme: investimenti bloccati e prospettive incerte che stanno facendo traballare la spina dorsale dell'economia sulcitana. Ma nel vertice romano non si è parlato solo di energia.
È infatti arrivata una risposta positiva e rassicurante sul contratto di programma che la Portovesme srl vorrebbe sottoscrivere con il Governo per il raddoppio dell'impianto elettrolitico. Il progetto vale 150 milioni di euro, più la sicurezza che la Glencore (proprietaria dello stabilimento) vuole restare a Portovesme: dal Ministero è arrivata l'assicurazione che esiste la copertura finanziaria per un contributo statale di circa 30 milioni di euro.
E questa notizia è davvero inaspettata perché qualche settimana fa una lettera indirizzata all'azienda aveva fatto nascere grandi perplessità sulla copertura del contratto di programma. Invece i soldi ci sono, è solo questione di completare l'iter e poi il contratto di programma ( una delle condizioni richieste dalla Glencore per non smobilitare) potrebbe diventare realtà. Sull'eolico, l'altra parte essenziale del programma di sviluppo dell'azienda, gli assessori regionali presenti hanno garantito che si sta lavorando per completare l'iter autorizzativo.
«Il giudizio sull'incontro è cautamente positivo - dice Fabio Enne, segretario della Cisl per il Sulcis Iglesiente - aspettiamo la fine del mese per vedere come si concretizzerà la soluzione al caro-energia. Le tariffe competitive sono indispensabili per garantire la sopravvivenza e il rilancio del nostro apparato industriale. Intanto giudichiamo sicuramente molto positiva la notizia della disponibilità della copertura finanziaria per il contratto di programma».
La Cgil sottolinea l'inutilità del Vpp per i problemi delle industrie di Portovesme. «È imbarazzante quello che è successo per il Vpp - dice Roberto Puddu, responsabile Industria della Cgil - lo strumento era stato ideato per rispondere alle esigenze delle nostre fabbriche, invece è del tutto inutile e siamo ancora in attesa che ci illustrino la soluzione vera al caro-energia».
A Cagliari gli operai cassintegrati della Portovesme srl accampati nella tenda davanti alla Regione resistono ancora, arrivati ormai al decimo giorno di presidio, dopo l'occupazione del palazzo il 6 ottobre. Chiedevano alla politica risposte sul futuro della loro fabbrica: questa mattina, in assemblea, decideranno se smobilitare la protesta o continuare ad oltranza.
ANTONELLA PANI
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